marzo 2, 2016

La narrativa di Yu Hua II

Il Fantasma della storia

 

Nella maggior parte delle opere di Yu Hua compaiono le grandi vicende della storia cinese contemporanea, ma ciò che, a parere di chi scrive, risulta molto interessante sono le diverse prospettive sotto cui esse vengono presentate nei racconti e nei romanzi.

In Yijiubaliu nian o in Wangshi yu xingfa (往事与刑法Passato e Castigo[1]) la storia ed in particolar modo la Rivoluzione Culturale, hanno un ruolo fondamentale.

Il primo è ambientato, come il titolo stesso suggerisce, nel 1986 dieci anni dopo la fine della Rivoluzione Culturale[2] ed è proprio quest’ultima con i suoi echi di terrore e con il protagonista che appare irreale quasi come se fosse un fantasma, a fornire il filo di lettura dell’opera. la narrativa di Yu Hua - Il fantasma della storiaHua Li[3] sottolinea l’importanza che ha la dimensione storica in questo racconto, l’autore sembra voler ricordare ai suoi contemporanei di non dimenticare gli orrori del passato, solo perché nel presente vivono vite abbastanza confortevoli. In Yijiubaliu nian la Rivoluzione Culturale non è un periodo ormai chiuso e superato, i mali che essa ha portato con sé appaiono ripetitivi ed incomprensibili: la connotazione narrativa che l’autore- narratore assume nel descrivere la pazzia del professore di storia mostra il legame profondo che collega lo scrittore al periodo di cui narra gli orrori: il narratore non può separarsi dal punto di vista del personaggio perché entrambi soffrono per il passato traumatico[4].

Anche in Wangshi yu xingfa, l’ultimo dei racconti violenti di Yu Hua, la Rivoluzione Culturale ha un ruolo predominante; il dialogo tra vittima ed esperto di punizioni[5] sembra poter essere compreso solo grazie alle date della Rivoluzione Culturale che vengono sputate fuori continuamente, tuttavia, questa impressione iniziale si rivela illusoria, poiché nemmeno sul finale è possibile comprendere quelle date che appaiono tanto significative per i personaggi.

La storia che finora era in primo piano, che con i suoi orrori turbava i personaggi e ne metteva in pericolo la salute mentale, nei romanzi degli anni Novanta che narrano le storie di persone semplici come Fu Gui e Xu Sanguan, perde la predominanza e viene relegata sullo sfondo, diviene nulla più che una cornice. Gli eventi catastrofici sono presenti, non vengono cancellati, ma ridimensionati e mostrati come, probabilmente, vennero realmente vissuti dai milioni di Fu Gui e Xu Sanguan delle campagne cinesi troppo impegnati ad occuparsi della vita quotidiana per curarsene[6]. Xu Sanguan si trova a dover fare una sessione di critica a sua moglie Xu Yulan, in una modalità tipica della Rivoluzione Culturale, ma l’effetto che essa porta non è quello auspicato dal potere centrale di vedere i figli ribellarsi ai genitori, bensì il suo opposto, infatti è proprio in quel momento che il rapporto del protagonista con il primogenito di cui non è il padre naturale, si stringe di più. Per quanto riguarda Fu Gui e la sua famiglia, durante la Rivoluzione Culturale, sono occupati a cercare un marito per la figlia Fengxia; inoltre, ai loro occhi, la persecuzione dei proprietari terrieri e l’espropriazione delle loro terre è quasi un sollievo ed un riscatto personale per Fu Gui che aveva già perso tutte le sue terre e la sua casa per pagare i debiti di gioco.

 

 


[1] In: Beijing Wenxue, 1989, n.2. Trad. italiana in: Torture, op.cit.

[2] Riguardo la Rivoluzione Culturale gli storici indicano due differenti datazioni: se considerata come evento isolato viene datata dal 1966 al 1969; se invece la si considera come l’inizio del declino del maoismo la sua fine viene protratta fino al 1976, anno della morte di Mao Zedong.

[3] Hua Li, “Chinese Avant-Gardism”: A Representative Study of Yu Hua’s “1986”.  In: B.C. Asian Review 13, Spring 2002: 40-48.

[4] Cfr. Xiaobin Yang, Whence and whiter the Postmodern/Post-Mao-Deng: historical subjectivity and literary subjectivity in modern China. In: Postmodernism and China, Dirklik and Zhang Xudong, (ed.), Duke University Press, Durham and London, 2000.

[5] In cui è fortissimo l’eco di Der Prozess di Kafka.

[6] Per una trattazione ed un parallelo tra i due romanzi, Cfr. King Richard, Yu Hua’s Chronicle of a Blood Merchant, and To Live Book Review,  MCLC Resource Center Pubblications, 2004, March. Disponibile in: MCLC Resource Center review by Richard King.

 Per la visione della Rivoluzione Culturale come un evento della vita quotidiana nei romanzi di Yu Hua, Cfr. Yue Ma, The catastrophe remembered by the non traumatic: counter-narratives on the Cultural Revolution in the Chinese Literature of the 1990s, Dissertation presented to the faculty of the Graduate School of  University of Texas, 2004, December.

 

Letteratura Cinese
Ilaria Tipà
About Ilaria Tipà

Sono un'interprete di conferenza e una traduttrice, ma ancor più sono una persona che vede nel lavoro che svolge la realizzazione di un sogno e che lo svolge con passione e con la volontà di costruire ponti di collegamento tra mondi diversi. Quello per la Cina è stato un amore nato per caso, ma che è diventato protagonista e parte integrante e fondamentale degli ultimi dieci anni della mia vita.

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