marzo 2, 2016

Yu Hua e Il Sentiero della Narrativa

Continuate a scrivere. Scrivere è come vivere. Continuate a vivere per comprendere la vita – continuate a scrivere per comprendere la scrittura. I cinesi credono che si debba vivere la propria vita per proprio conto, solo così si potrà scoprire la propria strada nello scrivere.

Yu Hua[1]

La produzione letteraria di Yu Hua, a partire dal 1983, è estremamente variegata: dai primi racconti d’impostazione ancora tradizionale, alla serie di opere innovative, ricche di violenza, crudeltà ed etichettate dalla critica come avanguardiste, per approdare negli anni Novanta ai romanzi, scritti in modo piano e lineare, in cui il terrore cede  il posto a vite di personaggi semplici, opere queste che vengono spesso considerate dai critici come neorealiste. Nei racconti, come nei romanzi, lo scrittore predilige storie disseminate di problemi, di difficoltà: non ci sono vicende che abbiano un inizio sereno ed un lieto fine, la vita, crudele e impassibile, pone i personaggi di Yu, come le persone reali, in situazioni dure, difficili da affrontare e da sostenere.

Il primo dei racconti innovativi: Shibasui chumen yuanxing

Nonostante il debutto letterario di Yu Hua sia datato 1983[2], bisogna attendere fino al 1987 per la pubblicazione del primo racconto innovativo, di rottura, considerato dallo stesso scrittore un punto di svolta nella sua produzione letteraria. Quest’opera segna la maturazione artistica di Yu Hua che, dall’essere fortemente influenzato dallo scrittore giapponese Yasunari Kawabata, passa ad una scrittura più libera, più personale. Il distacco dal suo primo maestro avvenne grazie alla lettura del Medico di campagna di Kafka, un’opera che “illuminò[3]” lo scrittore cinese, gli permise di scoprire un modo di esprimersi nuovo, una narrazione fatta di salti spazio-temporali.

Shibasui chumen yuanxing (十八岁出门远行A diciotto anni sono andato via da casa) apparve su Beijing Wenxue (北京文学Letteratura di Pechino) nel 1987. L’opera, tratta da un fatto di cronaca, narra le avventure di un giovane diciottenne che, su incitazione del padre, parte per fare esperienza del mondo; tuttavia il viaggio che dovrebbe essere di formazione, si rivela, invece, una serie incessante di torti ingiustificati che il giovane protagonista subisce. Dopo aver vagato alla ricerca di una locanda, il ragazzo prende un passaggio su un camion carico di frutta; percorsa un po’ di strada l’autista è costretto a fermarsi per un guasto al motore: mentre sono fermi il carico di frutta viene rubato, il giovane tenta di ribellarsi a quel furto ingiustificato, invece il camionista non solo non accenna alcuna reazione, ma in seguito sottrae al giovane l’unica cosa che egli possiede: lo zaino rosso datogli da suo padre.

la narrativa di Yu HuaPer tutto lo svolgersi del racconto, il lettore segue le vicende del diciottenne senza sapere dove egli sia diretto o per quale motivo sia in viaggio, soltanto sul finale l’autore, in una sorta di flashback, mostra come il protagonista sia stato incitato dal padre a partire, in una modalità che molto ricorda il mito della transizione tra infanzia ed età adulta, effettuata tramite l’incontro con il mondo esterno da cui il bambino è stato protetto fino all’età simbolica dei diciotto anni, sebbene quest’ultima sia più significativa in occidente che in Cina.

Già nel titolo del racconto è possibile notare l’enfasi che Yu Hua pone sul contrasto tra la casa ed il mondo: 出门 – 远行, l’inizio di un viaggio che parte “uscendo da casa” e va verso l’ignoto, un viaggio che parte dall’adolescenza e va verso l’età adulta. Nel racconto sono fuori uso tutte le convenzioni politiche e sociali che permetterebbero al protagonista di trovare una logica dietro gli eventi che  fronteggia da quando lascia la casa: la logica convenzionale, che di solito serve a comprendere le interazioni e le relazioni sociali, è completamente sovvertita[4].

Il protagonista è incapace di comunicare perché il suo linguaggio è ancora dominato dalla logica convenzionale: l’unico potere che l’autore gli concede è quello di “nominare” gli oggetti e le persone che incontra lungo la sua strada. Nel suo procedere verso posti sempre più lontani da casa, il protagonista tenta di “familiarizzare” ciò che non conosce, affibbiando nomi e  facendo collegamenti tra il noto e l’ignoto: le nuvole e le montagne che vede susseguirsi gli ricordano le persone a lui care, così inizia a chiamare i loro nomi; quando incontra qualcuno e chiede indicazioni stradali, si rivolge loro usando l’espressione cinese laoxiang  老乡, che significa sia “amico, compagno” che “compaesano”, si tratta di un appellativo amichevole, di un nuovo  tentativo di rendere famigliare qualcosa che non lo è, di instaurare una relazione; tuttavia nel suo viaggio non ci sono “compagni”, solo nemici. Tutte le persone che incontra per la sua strada sono in movimento, simbolizzano l’essenza degli anni ’80 che, secondo l’autore, si concretizza in movimenti confusi e senza direzione, in cui il futuro di tutti può essere, forse, sintetizzato dalla risposta che viene data di continuo al giovane quando chiede informazioni stradali: vai avanti e vedrai[5].

Shibasui chumen yuanxing è un’opera di rottura, che mette in discussione un concetto base della narrativa cinese precedente, ossia “l’essere sempre positivi”: il racconto pone i lettori di fronte ad una realtà totalmente brutale. Il ragazzo diciottenne è un simbolo: uscito dal nido famigliare, nel lungo viaggio, scopre a sue spese che i valori morali degli adulti sono pessimi di fronte a quelli dei giovani, mostrando il fallimento dell’educazione morale nella Cina degli anni ’80. Yu Hua sostiene che il racconto sia privo di “valori positivi[6]” da impartire agli adolescenti, perciò non gli sembra essere un’opera adatta a comparire nelle antologie scolastiche.

Nello studio sulla narrativa di Yu Hua ho scelto di suddividere le sue opere per macrotemi e analizzarle in base a questi ultimi per poter creare uno spaccato nuovo e più profondo nell’analisi delle sua letteratura mettendone in rilievo i contatti e i contagi con la Cina del suo tempo e con la sua biografia.

I temi che ho scelto per l’analisi sono i seguenti:

 


 

[1] Finken Helen, “EAA Interview with Yu Hua, author of To Live (Huozhe)”,  Education about Asia, 2003, vol. 8, n. 3, winter. Disponibile in: http://www.aasianst.org/eaa/hua.pdf.

[2] Di yi sushe (第一宿舍Il primo dormitorio), Xihu (西湖 Lago Occidentale), 1983.

[3] Zhang Qinghua, Yu Hua, Authors of his time, 2007, March. Disponibile in:    http://www.eeo.com.cn/ens/business_life/2007/03/15/49464.html

[4] Larson Wendy & Wedell-Wedellsborg Anne, Inside out. Modernism and Postmodernism in Chinese Literary Culture,  Aarhus, Aarhus University Press, 1993.

[5] Cfr. Cai Rong, The Subject in Crisis in Contemporary Chinese Literature, Honolulu, University of Hawa’i Press, 2004.

[6] Zhang, op.cit.

Letteratura Cinese
Ilaria Tipà
About Ilaria Tipà

Sono un'interprete di conferenza e una traduttrice, ma ancor più sono una persona che vede nel lavoro che svolge la realizzazione di un sogno e che lo svolge con passione e con la volontà di costruire ponti di collegamento tra mondi diversi. Quello per la Cina è stato un amore nato per caso, ma che è diventato protagonista e parte integrante e fondamentale degli ultimi dieci anni della mia vita.

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