marzo 2, 2016

La narrativa di Yu Hua I

La voce dei personaggi

Le opere degli anni ’80, secondo lo scrittore, erano contraddistinte dal suo desiderio di “esplorare la moltitudine di possibilità che la narrativa offriva[1]”, lo scrittore pianificava tutto, sapeva alla perfezione come si sarebbero sviluppate le cose, ma in seguito c’è stata una trasformazioneLa narrativa di Yu Hua - La voce dei personaggi di fondamentale importanza nell’atteggiamento di Yu Hua verso i suoi stessi personaggi.

Nelle opere degli anni Ottanta, infatti, la sua inclinazione era quella di vedere l’autore come una divinità che avesse come dovere quello di tirare i fili dei personaggi e della narrazione in una modalità che fosse completamente pianificata, ma il risultato era la creazione di personaggi piuttosto astratti, privi di profondità e di spessore psicologico; negli anni Novanta, però lo scrittore scoprì che ognuno dei suoi personaggi era dotato di una sua univoca voce e possedeva vita propria.

Questa scoperta molto singolare portò Yu Hua a passare dalla forma narrativa del racconto breve a quella più articolata del romanzo, poiché scrivere racconti sembra essere per lo scrittore un semplice lavoro, mentre egli crede che i romanzi possano essere paragonati alla vita stessa. Opere che appartengono a questo ultimo genere letterario richiedono più tempo per essere completate, mentre si sta scrivendo un romanzo è molto probabile che accadano imprevisti, che facciano sì che i piani dell’autore debbano essere cambiati, esattamente come accade nella vita reale.

Nei romanzi, quindi, l’autore non segue una trama già ben predisposta, bensì ascolta le voci dei suoi personaggi, persone ordinarie e semplici, che risultano agli occhi del lettore molto più vivi, più realistici rispetto a quelli dei racconti brevi.

Una scoperta che Yu Hua ritiene significativa, avvenne mentre scriveva il suo secondo romanzo, Huozhe (活着Vivere[2]): si rese conto che quando un autore è affascinato da un tema particolare, non dovrebbe usare il suo il stile di scrittura precedente, ma cercare la forma di espressione più adatta a quell’argomento, perciò è solito affermare che non smette mai di cambiare stile.[3]

 

 

 

 


 

[1] Standaert, op. cit.

[2] Shuohuo, n.6, 1995; Wanjing Jiangsu Wenyi, 1996. Traduzione Italiana: Yu Hua, Vivere,  tr. di Nicoletta Pesaro, Roma, Donzelli 1997.

[3] Zhang Qinghua, Yu Hua, Authors of his time, 2007, March. Disponibile in: http://www.eeo.com.cn/ens/business_life/2007/03/15/49464.html

Letteratura Cinese
Ilaria Tipà
About Ilaria Tipà

Sono un'interprete di conferenza e una traduttrice, ma ancor più sono una persona che vede nel lavoro che svolge la realizzazione di un sogno e che lo svolge con passione e con la volontà di costruire ponti di collegamento tra mondi diversi. Quello per la Cina è stato un amore nato per caso, ma che è diventato protagonista e parte integrante e fondamentale degli ultimi dieci anni della mia vita.

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