aprile 4, 2016

Kung Fu Panda 3…

…E i Drammi di una Traduttrice

 

Lo ammetto, l’ho amato dal primo dei film e mi piace anche il cartone animato in serie, Kung Fu Panda o Kung Fu Pandino, come lo chiamo io. Mi piace perché parla di Cina al mondo intero, di una Cina fatta di chioschetti che vendono baozi e spaghetti saltati, di una Cina di leggende del Kung Fu, dei Cinque Animali Leggendari e … dei Panda. Ricordo ancora le risa quando scoprimmo che panda, in cinese, si dice “gatto-orso” perché quel musetto, effettivamente, un po’ ricorda quello dei micetti.

Insomma, appurato che anche i primi due film mi erano piaciuti, il terzo mi è piaciuto di più, perché? Beh, perché si parla di Qi, si parla di questo concetto così terribilmente cinese da essere intraducibile, ma al contempo da essere talmente universale da plasmare ogni cosa, con qualsiasi nome lo si voglia chiamare (in merito, se non lo avete già fatto, vi consiglio di leggere del Quantum Qigong!). Il Qi è normalmente qualcosa di cui sono abituata a sentir parlare alle lezioni di Medicina Cinese, o a quelle di Qigong e Taijiquan, ma vederlo comparire, in tutti i sensi, in un cartone animato, mi è piaciuto un sacco.

Non ho intenzione di spoilerare la trama, non temete.

Quello che invece vorrei fare, invece, è porre l’attenzione su degli aspetti che possono saltare all’occhio, probabilmente, solo a qualcuno che conosce la lingua e la cultura cinese o a qualcuno profondamente malato di deformazione professionale traduttologica: quindi tenetevi saldi e seguitemi in questa opera di inserimento dei famosi “puntini sulle i”.

Tutto ebbe inizio da Kung Fu Panda I…

Non appena ho visto il film la prima volta, la prima domanda che ho iniziato a pormi è stata:

“Perché, perché Maestro Shifu, si chiama Maestro Shifu?”

Immagino che nessuno di voi si sia posto il problema, comprensibilmente, perché nessuno di voi sa che 师傅 shīfu, nella nostra benamata sinica lingua, vuol dire esattamente “Maestro di un’Arte” perciò in Cina generalmente ci si rivolge con questo appellativo ai maestri di arti marziali così come a un maestro pittore o a uno scultore. E allora mi domando e dico, perché quel piccolo animale (che non so voi, ma io non ho ancora ben capito che animale sia) non si poteva semplicemente chiamare Maestro? Che senso ha chiamarlo Maestro-Maestro?

Piccoli grandi misteri. Misteri ovviamente rettificati nella traduzione cinese del film, in cui il Maestro si chiama, per ovvie ragioni, solamente Shifu. 

E anzi a questo riguardo pare esserci anche un divertente siparietto per il quale, nella versione cinese di Hong Kong, chi ha tradotto ha deciso che Shifu fosse il nome proprio del maestro e lo ha sì scritto in caratteri, ma non – come hanno invece e giustamente fatto in Cina continentale – con quelli che appunto significano “Maestro”, bensì con 施福, due altri caratteri dalla stessa lettura ma privi di un significato particolare: ovvero una bella e buona traslitterazione di quello che si è scelto di vedere come nome occidentale … che però, nella mente degli occidentali… voleva essere cinese…

Che i traduttori hongkonghesi abbiamo cercato una ragione nella ripetizione e abbiano deciso che l’unica possibile fosse che – per pura coincidenza divina- il maestro si chiamasse Shifu che suona come la parola “maestro”, ma se scritta diversamente può diventare un nome proprio?

La magica omofonia cinese.

E che dire invece delle “Cinque Furie”? Tradotto dall’inglese “The Furious Five”? 
furiousfive

I Cinque Animali Leggendari a cui si ispirano i cinque personaggi del cartone animato sono gli animali che hanno ispirato 5 stili del kung fu e sono anche quelli che ricorrono in altre arti cinesi come il Qigong (famoso il Qigong dei Cinque Animali) o il Taijiquan.

Ma mi domando, da quando questi cinque eleganti animali sono diventati furiosi? Sono grandi, sono senza uguali, sono forti e coraggiosi, ma perché furiosi?

Altro mistero della fede. In cinese sono stati tradotti come 威猛五侠 o anche 盖世五侠 rispettivamente “i cinque guerrieri xia potenti e coraggiosi” e “i cinque guerrieri xia senza uguali”, sul guerriero Xia spero di tornare presto a scrivere, per ora vi basti sapere che sono i guerrieri marzialisti della tradizione cinese, simili per certi versi, ma non per altri, ai samurai giapponesi che conosciamo.

Poveri Cinque Animali, diventati furiosi loro malgrado.

Lo strano caso dei baozi diventati ravioli

Eh sì, miei cari amici, quelli che Po e gli altri panda a Kung Fu Panda 3 mangiano a quintali non sono i piccoli ravioli, ma a me sembrano proprio proprio dei bei baozi belli rigonfi di ripieno, mi sbaglierò… Alla fine i baozi non sono molto diversi dai ravioli, non fosse che sono più cicciottelli, con più ripieno e dentro rimane quel po’ di brodino che dà un gusto tutto speciale, nonché ti fa perdere la sensibilità linguale per i successivi dieci giorni se lo addenti con troppo impeto.

Che vi ha fatto di male la Tartaruga?

A quanto pare chi ha scelto i nomi dei personaggi del film aveva dei problemi coi maestri. L’altro maestro dell’orso, quello che in Kung Fu Panda 3 se ne sta beato nel regno degli spiriti, nel film si chiama Maestro Oogway … ma perché?

Perché c’è Maestro Coccodrillo, Maestro Orso, Maestro Gallo e poi c’è Maestro Oogway? Insomma, Maestro Oogway è evidentemente una tartaruga e se vi dicessi che Oogway è la trascrizione fonetica in uso a Macao per 乌龟 Wūguī? E se vi dicessi che wūguī significa proprio *rullo di tamburi* Tartaruga?

Perché per tutti gli altri maestri si è scelto di chiamarli col nome dell’animale che rappresentano (compresi i Cinque Animali Leggendari) ma ciò non è stato fatto anche per il Maestro Tartaruga?

Però che bello donare il Qi! 
traduttriceekungfupanda

Se fin qui vi ho segnalato qualche nota stonata delle traduzioni o qualche cavillo culturale che ha creato confusione, voglio chiudere con un complimento. Mi è proprio piaciuto che abbiano chiamato “donare il Qi” l’atto di emettere la propria energia, il proprio Qi dei Maestri cinesi. In cinese l’espressione che designa questo concetto è 发气 fāqì che letteralmente significa “emettere, inviare il qi” per questo mi è spesso capitato di tradurlo con “emissione di Qi”.

Però a ben pensarci, “donare il Qi” è proprio più bello e soprattutto, credo sia più indicato per riferirsi a questa meravigliosa azione che i Maestri di Qi(gong) riescono a compiere e no, non pensate sia una magia da cartone animato! Tutta la storia del maestro che riesce a far fluire dalla mano la sua energia è proprio vera. E se ripenso al Simposio Mondiale di Qigong e se ripenso a quando è stato il Maestro Chen a dare una dimostrazione di FaQi non mi viene alcun modo migliore per definirlo se non “donare il Qi.”

 

Cultura Cinese, Libri e Recensioni
Ilaria Tipà
About Ilaria Tipà

Sono un'interprete di conferenza e una traduttrice, ma ancor più sono una persona che vede nel lavoro che svolge la realizzazione di un sogno e che lo svolge con passione e con la volontà di costruire ponti di collegamento tra mondi diversi. Quello per la Cina è stato un amore nato per caso, ma che è diventato protagonista e parte integrante e fondamentale degli ultimi dieci anni della mia vita.

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