giugno 4, 2016

Strategie d’Interpretazione Simultanea

Ancore di Salvezza

L’interpretazione simultanea (IS) può essere considerata come un’abilità, uno skill, per questa ragione vi sono alcune strategie e tecniche messe insieme dalla pratica professionale degli ultimi decenni, che possono essere insegnate agli aspiranti interpreti, anche se spesso sia professionisti che studenti di interpretazione fanno ricorso a queste ancore di salvezza in modo per lo più inconscio.

Le strategie in IS sono mezzi per alleggerire il carico della memoria a breve termine e quindi per diminuire lo sforzo cognitivo dell’interprete durante il suo lavoro (Reason, 1990).

Nei paragrafi che seguono vengono presentate alcune delle strategie e delle tecniche d’IS a carattere generale maggiormente analizzate dagli studi nel settore, tuttavia è bene tenere presente come queste vengano modificate o affiancate da tecniche specifiche applicabili in presenza di particolari combinazioni linguistiche e legate alle caratteristiche di quest’ultime, perciò vedremo nei prossimi articoli quasi siano le strategie migliori a cui ricorrere quando a essere interpretata è una lingua tanto lontana da quelle occidentali quale è il cinese.

L’anticipazione

L’anticipazione non può essere definita una vera e propria strategia, poiché il processo “is quite unconscious and concerns all sorts of elements (…)” (Setton, 2005:74); essa consiste nel prevedere lo sviluppo del testo grazie agli elementi ridondanti presenti al suo interno sia a livello fonetico-acustico che semantico-pragmatico (Chernov, 1994).

L’anticipazione può avvenire in due direzioni diverse: bottom-up quando essa viene attivata utilizzando informazioni extralinguistiche, basate sulle conoscenze pregresse e top-down realizzata grazie a elementi intra-testuali o linguistici (Ricciardi, 1996). strategie di simultanea

Inoltre, essa può riguardare le informazioni sull’oratore che permettono di prevedere cosa dirà e in quali termini; oppure la logica del messaggio, in modo da potersi accorgere se quanto si pensa di aver sentito è o meno logico e adeguato al contesto e alla realtà dei fatti; si può inoltre anticipare la struttura del messaggio, grazie alla conoscenza e all’inferenza di speech patterns dell’oratore o di una certa lingua (Van Dam, 1989).

L’anticipazione top-down può essere, ad esempio, quella che gli interpreti che lavorano dal tedesco si trovano costretti a utilizzare in quanto il verbo nelle frasi subordinate è l’ultimo elemento ad essere enunciato. Molto importante per gli interpreti è imparare ad anticipare le strutture fisse o le formule ricorrenti nelle varie lingue di lavoro in modo da poterle interpretare anche prima che l’oratore abbia finito di enunciarle.

La riformulazione e la Salami Technique

La riformulazione è una tecnica base dell’IS ed implica la suddivisione di frasi lunghe e complesse in unità più dirette e semplici: si possono spostare le subordinate relative all’interno della frase, avanti o indietro, per adattarle alla struttura sintattica della lingua d’arrivo;è inoltre possibile trasformare le frasi attive in passive e viceversa.

Questa strategia è molto utile perché permette di rispettare quello che è stato definito come il fine ultimo dell’interpretazione stessa (cfr. par.1.1.22), ossia trasmettere il senso del messaggio dell’oratore senza però “copy the exact words of the speaker, nor the order in which the speaker says them” (Jones, 1998: 81).

La riformulazione agevola il superamento di ostacoli quali termini che non si conoscono o per i quali non viene immediatamente in mente una soluzione nella lingua d’arrivo e – nel caso in cui si operi tra lingue strutturalmente simili – fa sì che si possa evitare di seguire un approccio parola per parola che comporterebbe la creazione di un testo in lingua d’arrivo consistente soltanto in una serie di calchi e di produrre, nel caso in cui si lavori con lingue molto dissimili, versioni completamente agrammaticali e prive di senso in lingua d’arrivo.

La riformulazione può anche essere usata per ragioni di stile, l’interprete dovrebbe sempre far sì che gli ascoltatori non si rendano conto che ciò che ascoltano è una traduzione dell’originale (Jones, 1998).

La riformulazione può quindi configurarsi in tre modi diversi: con funzione prettamente linguistica per superare le differenze strutturali e morfosintattiche nella costruzione della frase e del testo in lingue diverse; come trasformazione morfosintattica dovuta alle condizioni e ai limiti propri dell’IS; come sintesi o compressione/estensione dei contenuti dovuta alla condizioni e alle esigenze dell’IS, mantenendo inalterato il senso espresso in lingua di partenza (Falbo, 1999).

La Salami Technique – nome coniato da Jones (1998) poiché essa somiglia al taglio di un salame in molteplici fettine – è una particolare forma di riformulazione in cui si semplificano frasi lunghe e complesse in unità più piccole con strutture che si adeguano alla lingua d’arrivo.

Le frasi minime create con questa particolare strategia andranno poi collegate nel modo giusto, così che ognuna di esse mantenga inalterate le sue funzioni all’interno del discorso. Massima attenzione deve essere prestata alle cosiddette open-ended clauses (frasi con molti incisi), per evitare di dimenticare a che punto si era lasciata aperta la frase principale ed eludere l’evenienza di lasciare costruzioni aperte prive di senso compiuto.

Questa tecnica è molto utile soprattutto con lingue che presentano strutture a scatole cinesi, con tante subordinate poste le une dentro le altre e tutte contenute nella frase principale, come vedremo nel prossimo articolo a questo dedicato.

Altre strategie

Anticipazione e riformulazione sono probabilmente le strategie d’IS più analizzate e studiate, tuttavia gli interpreti durante il loro lavoro fanno ricorso a molteplici altre strategie di carattere generale. Di seguito vengono riportate alcune tra le più diffuse.

La semplificazione, ossia la presentazione, in traduzione, dei contenuti espressi dall’oratore in termini più semplici o meno tecnici di quanto fatto in lingua di partenza. L’utilizzo di tale strategia alle volte può diventare una questione di etica professionale, poiché alcuni interpreti ritengono che non sia loro compito dover fornire all’audience una versione semplificata di un discorso eccessivamente complesso, tecnico o male strutturato; ma se si pensa che lo scopo dell’interpretazione sia quello di massimizzare la comunicazione, appare chiaro che la semplificazione può essere utilizzata, sebbene con parsimonia, quando ci si rende conto che il registro usato da un oratore non è adeguato al suo pubblico e che traducendo in modo fedele al registro di partenza si danneggerebbe il flusso comunicativo.

La generalizzazione è quella strategia per cui nel caso vi siano elenchi dei quali non è molto rilevante mantenere tutte le voci, si può ricorrere ad una generalizzazione fornendone solo alcune.

La visualizzazione è una strategia singolare che alcuni interpreti professionisti adottano (Chang, 2005) secondo riuscendo a visualizzare delle vere e proprie immagini dei concetti che ricevono dall’input e fornendone una descrizione dettagliata nella fase di produzione di senza dover utilizzare gli stessi termini a cui fa ricorso l’oratore. Se da un lato tale strategia permette di evitare un approccio traduttivo parola per parola e si dimostra utile in presenza di descrizioni dettagliate o argomenti particolarmente complessi, può divenire fuorviante e portare l’interprete ad allontanarsi troppo dalla resa dell’oratore.

Altra strategia utile quanto pericolosa è quella che viene definita “creative interpretation”(Chang, 2005:76) e si tratta della tecnica con cui l’interprete per supplire ad un problema di percezione o di comprensione dell’input può ricorrere a un suo intervento neutrale che sia adeguato al contesto del discorso.

Per quanto riguarda le omissioni è necessario evidenziare come queste siano da considerare parte di una strategia deliberata dell’interprete quando gli elementi tralasciati sono accessori e non necessari e quando esse vengono utilizzate per far fronte a una velocità d’eloquio dell’oratore molto sostenuta. Le omissioni rientrano tra gli errori quando ciò che manca sono parti essenziali del discorso tralasciate per una mancanza dell’interprete e non in modo conscio (cfr. par. 2.3.4 p. 56).

L’interprete può ricorrere infine a strategie quali riassunti, spiegazioni e integrazioni qualora il tempo a disposizione lo permetta e sia utile per favorire la comunicazione. Ad esempio dopo una domanda formulata in modo confuso, se ne possono riassumerne i contenuti principali per facilitare il fruitore dell’interpretazione nel formulare la risposta.

Le spiegazioni possono rendersi utili nel caso siano presenti acronimi o concetti strettamente legati a una precisa cultura, poiché è conveniente utilizzare qualche secondo per chiarirne il senso la prima volta, in modo da potervi ricorrere in tutte le occorrenze seguenti senza temere che questo impedisca la comprensione.

 

 

 

Simultanea-Mente: Interpretare in Simultanea
Ilaria Tipà
About Ilaria Tipà

Sono un'interprete di conferenza e una traduttrice, ma ancor più sono una persona che vede nel lavoro che svolge la realizzazione di un sogno e che lo svolge con passione e con la volontà di costruire ponti di collegamento tra mondi diversi. Quello per la Cina è stato un amore nato per caso, ma che è diventato protagonista e parte integrante e fondamentale degli ultimi dieci anni della mia vita.

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