giugno 23, 2016

Intervista sull’Insegnamento della Simultanea Cinese II

Continua l’intervista sul Corso di Simultanea Cinese da me tenuto alla Unint, di Ilaria Chiarini.

Lei è d’accordo con l’obbligatorietà di questo insegnamento nel percorso di studi di coloro i quali hanno scelto il cinese come prima lingua?

A primo acchito avrei risposto sì, ma riflettendoci meglio, forse sarebbe meglio se esistesse un’alternativa. Il punto vero è che la simultanea è qualcosa a cui non è detto che tutti gli studenti siano interessati. Ho l’abitudine di far scrivere, a inizio corso, una breve presentazione a ogni studente nella quale deve essere inclusa la ragione per cui hanno deciso di iscriversi a un corso magistrale in interpretariato e traduzione: potrà sembrare strano, ma non tutti gli iscritti – anzi, a essere sincera, solo una piccola parte di essi- ha portato come motivazione quella di voler diventare interprete di conferenza in futuro. Dunque, a uno studente che si iscrive a un corso magistrale in interpretariato e traduzione perché vuole acquisire competenze linguistiche di alto livello, perché pensa che in futuro lavorerà in un’azienda e magari avrà bisogno di essere in grado di fare delle semplici interpretazioni B2B, quanto interessa seguire un corso di simultanea?In cabina di simultanea2

Probabilmente e dico probabilmente, un corso opzionale permetterebbe ai soli studenti davvero motivati nel divenire interpreti di conferenza di seguirlo, ma per questo da quest’anno è stato ideato un corso specifico di specializzazione ulteriore nella tecnica della simultanea per chi volesse continuare la formazione in tale ambito specifico.

Quanta importanza dà alle strategie nell’insegnamento della simultanea? E nella sua vita professionale?

Molta in entrambi i casi: credo siano dei salvagenti indispensabili, soprattutto lavorando dal cinese all’italiano. Se non si anticipa, se non si ricorre allo spezzare le frasi (salami technique), se alle volte non si è bravi a generalizzare diventa improbabile fare un ottimo lavoro in simultanea lavorando con due lingue con sintassi tanto diversa.

Quale metodo ha seguito nel cercare di trasmettere ai suoi studenti le principali strategie applicabili all’IS dal cinese all’italiano?

Quello che sono solita fare è fornire loro delle dispense teoriche da leggere a casa, per farsi un’idea di base di quali siano le tecniche più utili; poi durante le lezioni cerco di fare esercizio attivo con i ragazzi perché le applichino partendo dalla traduzione a vista e arrivando agli esercizi in cabina. Inoltre, nella fase di correzione delle loro performance, cerco sempre di dire loro dove e in che modo avrebbero potuto tradurre diversamente facendo ricorso a quale strategia.

Quale strategia ha suggerito per la gestione dei numeri?

I numeri sono probabilmente lo scoglio maggiore per chiunque si avvicini a qualsiasi forma di interpretariato con il cinese e a maggior ragione lo sono per chi si avvicina alla simultanea. Sono solita presentare agli studenti tutti i possibili metodi di gestione trovati in letteratura (si tratta sempre di letteratura che studia la simultanea cinese-inglese), tuttavia, visto che in questo settore l’insegnamento dalla pratica quotidiana insegna più di ogni altra cosa, ho anche suggerito loro il metodo che utilizzo sul lavoro e che ho sviluppato un pezzetto alla volta negli ultimi anni: qualora ci sia un collega di cabina, chi non sta lavorando appunta il numero per aiutare il collega, mentre chi interpreta si concentra sul termine di riferimento e sul resto della frase; oppure, chi interpreta può scegliere se segnare il numero e tenere a mente il resto della frase, oppure, tradurre immediatamente il numero, senza scriverlo, ma scrivere – con lo stesso sistema degli appunti che si utilizza per la consecutiva- il termine di riferimento.

La ringrazio molto per la disponibilità e per le sue preziose riflessioni.

Ilaria Chiarini

Simultanea-Mente: Interpretare in Simultanea ,
Ilaria Tipà
About Ilaria Tipà

Sono un'interprete di conferenza e una traduttrice, ma ancor più sono una persona che vede nel lavoro che svolge la realizzazione di un sogno e che lo svolge con passione e con la volontà di costruire ponti di collegamento tra mondi diversi. Quello per la Cina è stato un amore nato per caso, ma che è diventato protagonista e parte integrante e fondamentale degli ultimi dieci anni della mia vita.

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