giugno 23, 2016

Intervista sull’Insegnamento della Simultanea Cinese

All’interno della sua Tesi di Laurea Magistrale sull’Insegnamento della Simultanea dal Cinese all’Italiano e in particolar modo, con il suo focus sulle strategie e sul valore dell’insegnamento in un ambito così speciale, la laureanda dott.ssa Ilaria Chiarini ha insistito per intervistarmi, dunque di seguito trovate uno stralcio estratto dall’intervista integrale allegata alla sua tesi di laurea in discussione durante la prossima sessione di laurea di Luglio 2016.     

A rispondere alle domande che seguono è la Prof.ssa Ilaria Tipà, interprete e traduttrice professionista, nonché docente presso la Facoltà di Interpretariato e Traduzione dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), dove è responsabile del corso di interpretazione simultanea cinese-italiano rivolto agli studenti di Laurea Magistrale i quali abbiano scelto, nel loro percorso di studi, la lingua cinese.

     Le domande mirano a comprendere nel dettaglio l’approccio della docente e le sue impressioni riguardo il corso nel complesso.

Gentile Prof.ssa, le chiederei innanzitutto di raccontarci brevemente com’è iniziata la sua carriera da insegnante.

Credo che per rispondere a questa prima domanda debba risalire al mio percorso di studi, infatti tutto ha avuto inizio con il lavoro di ricerca che ho portato avanti per la stesura della mia tesi di specializzazione in Interpretariato di Conferenza dell’allora Luspio, oggi Unint: si trattava del primo studio sperimentale in Italia sull’interpretazione simultanea dal cinese alle lingue europee.

 Allora, parliamo dell’ormai quasi lontano 2012, non vi erano corsi di interpretazione simultanea dal cinese previsti nelle università italiane, così l’obiettivo della mia ricerca era quello di mostrare la fattibilità della simultanea dal cinese verso l’italiano, sebbene oggetto dello studio sperimentale sia stata la simultanea dal cinese all’inglese per mancanza di professionisti o studenti che potessero partecipare all’esperimento. In cabina di simultanea

 Dunque, questo mio primo studio sperimentale ha attirato l’attenzione della Presidenza di Facoltà e all’attivazione del modulo di simultanea all’interno del corso di interpretazione cinese-italiano II, un anno dopo, nel 2013, ho avuto modo di partecipare e vincere la selezione.

 Iniziare un’esperienza di insegnamento all’inizio della carriera professionale e di ritorno da un periodo di studio intensivo a Taiwan è stata una sfida da affrontare. Sebbene avessi già insegnato lingua cinese in passato, non era certo paragonabile a insegnare la simultanea; tuttavia la passione indiscussa per la materia e lo studio approfondito delle tecniche e delle metodologie di gestione migliori portato avanti ai fini della redazione dello studio scientifico, nonché la loro pratica nella vita professionale, mi hanno convinta a provare e oggi, alla conclusione del 3° anno di insegnamento, credo di poter dire di aver fatto una buona scelta nel voler provare a insegnare qualcosa che amo così tanto a degli studenti che spesso sono appassionati quanto lo ero io stessa qualche anno fa.

È soddisfatta dello spazio dedicato all’IS dal cinese all’italiano nel piano didattico degli studenti di lingua cinese iscritti al corso di Laurea Magistrale in Interpretariato e Traduzione presso l’UNINT?

Assolutamente no. Sebbene l’introduzione del modulo di simultanea sia stato un passo in avanti importante, tuttavia il modulo attualmente ha la durata di 20 ore totali per il secondo anno di magistrale. 20 ore non sono certo sufficienti per padroneggiare la tecnica dell’interpretazione simultanea in qualsiasi combinazione linguistica, ma lo sono senz’altro men che mai per la coppia linguistica cinese-italiano. Per tentare di aiutare gli studenti a sviluppare delle abilità gestionali in simultanea ho scelto di non concentrare le 20 ore di corso in un solo semestre, bensì di spalmarle lungo l’intero anno accademico, anche se è facile immaginare come sia difficile sviluppare strategie consone e abituarsi alla simultanea dal cinese con una sola ora e mezza di lezione ogni due settimane circa. Ciò che sono solita fare è consigliare agli studenti di lavorare tanto individualmente sulla base dei consigli strategici che riesco a dare loro durante le ore di lezione frontale, ma questo suggerimento non sempre viene colto e messo in pratica.

Inoltre, a partire da luglio di quest’anno, presso lo stesso Ateneo abbiamo attivato un Corso Specializzante in Interpretazione Simultanea Da e Verso la Lingua Cinese integrativo per i nostri studenti e aperto ai professionisti esterni sperando che sia di aiuto a colmare il vuoto presente.

 Secondo Lei, chiunque abbia una buona conoscenza della lingua cinese è potenzialmente in grado di svolgere in modo adeguato l’attività di IS o sono necessarie a priori delle doti naturali, innate?

Anche questa è una domanda difficile. Beh, quello che posso dirle senza dubbio alcuno è che un’ottima conoscenza della lingua cinese, delle sue strutture, dei modi di dire, nonché della cultura di riferimento è una condizione fondamentale e imprescindibile per avvicinarsi alla professione dell’interprete simultaneista. Ciò premesso, no, non credo che siano abilità sufficienti per garantire una buona riuscita in cabina di simultanea. Sono convinta e ho sperimentato direttamente che anche dei bilingui perfetti possono trovare difficoltà a svolgere un’interpretazione simultanea. Dunque, l’unica conclusione possibile che posso trarre, anche sulla base dell’esperienza diretta, è che vi sia una certa misura di predisposizione innata, la chiami “dote” se vuole, per la simultanea. Tutti i simultaneisti in gamba che conosco hanno una sorta di guizzo, forse si tratta di capacità di reazione in tempi rapidissimi, o forse una spiccata capacità di multi-tasking, non saprei definirlo.

Ma sì, sono certa che ci sia una base di dote naturale dietro un bravo simultaneista; ciò fermo restando che un’ottima base linguistica e un corso professionalizzante possano comunque fornire delle ottime basi, ma da qui al creare un buon simultaneista, di acqua sotto i ponti deve passarne molta.

Ilaria Chiarini

Continua…

Diario di Bordo, Simultanea-Mente: Interpretare in Simultanea , ,
Ilaria Tipà
About Ilaria Tipà

Sono un'interprete di conferenza e una traduttrice, ma ancor più sono una persona che vede nel lavoro che svolge la realizzazione di un sogno e che lo svolge con passione e con la volontà di costruire ponti di collegamento tra mondi diversi. Quello per la Cina è stato un amore nato per caso, ma che è diventato protagonista e parte integrante e fondamentale degli ultimi dieci anni della mia vita.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *