dicembre 22, 2016

Tradurre la moda in cinese

 Un’ardua missione non impossibile

Una settimana di formazione in ambito di alta moda si è appena conclusa, uno degli organizzatori, a fine lavoro, mi ha stretto la mano e ha detto: “Il fattore traduzione ha determinato la metà del successo di questa edizione del corso di formazione.”. A queste parole, avevo l’impressione che gli occhi si fossero già riempiti di lacrime di gioia. Una semplice frase che racchiudeva il cuore del nostro lavoro di Élite Simultanea: prima di ogni lavoro investiamo un’enorme quantità di risorse per prepararci al meglio mettendo in gioco tutte le nostre capacità per dare il massimo al cliente. Forniamo il miglior ponte per la comunicazione alle due parti coinvolte nel nostro servizio.

La preparazione fa la differenza

Alle volte, chi è estraneo al nostro settore non ha modo di comprendere appieno quale sia la differenza sostanziale tra noi interpreti di Élite Simultanea e tutti gli altri. Noi, oltre a correre come pazzi per apprendere il maggior numero di informazioni e conoscenze tecniche e specifiche possibili, abbiamo la tendenza a ricercare sempre e comunque la perfezione. Lo facciamo anche quando lavoriamo in settori per nulla semplici. Lo facciamo anche quando, prima del lavoro, non abbiamo che un titolo generico –come è successo per questo caso del corso di formazione– e nessun contenuto dettagliato, men che mai  materiale di riferimento per prepararci.

Gli interpreti e i traduttori sono eclettici e debbono mantenere intatta la loro sete di conoscenza. Bene, dunque decido che tutto quello che posso fare è iniziare dalla storia dei grandi marchi della moda. Dopo questi preparativi preliminari, diventa fondamentale essere molto attenti durante il lavoro e cogliere velocemente l’utilizzo di alcuni termini specifici. Nel farlo scopro, ad esempio, che “stylist” devo tradurlo in cinese come “colui che abbina i capi” (搭配师) e non come stilista/designer (设计师).

Evocare immagini con le parole

Le descrizioni utilizzate durante il corso sono molto dettagliate e pittoresche, fanno parte di quella categoria di concetti che non possono certo essere tradotti letteralmente. Bisogna ben comprendere le sensazioni che l’uso delle parole italiane trasmette e tradurre quello, non è compito facile. E qui entra in gioco la conoscenza della propria lingua madre e la capacità di costruire metafore e figure retoriche diviene imprescindibile.

Ad esempio, durante il corso sul pizzo, mi è capitato traducendo di dire:

Bisogna seguire l’andamento del pizzo per disegnare le pieghe, bisogna ascoltare la sua voce, comprenderne appieno la ragion d’essere…tradurre la moda italiano cinese

beh, sono stata molto soddisfatta di me stessa. Gli studenti degli istituti di moda e belle arti si appassionano e amano le spiegazioni dei maestri. Questa volta la mia traduzione ha ottenuto la piena approvazione da parte degli organizzatori cinesi.

Il successo intramontabile della moda italiana è inseparabilmente legato al patrimonio artistico del Bel Paese.

Gli studenti cinesi durante il corso hanno chiesto spesso e volentieri come si possano comprendere le tendenze nella moda e gli insegnanti hanno risposto che la formazione artistica è fondamentale, per esempio, nel saper individuare gli elementi barocchi nella moda.

Beh, posso assicurarvi che per tradurre questo tipo di contenuti è necessario che l’interprete abbia una solida cultura generale; per non parlare di quando l’insegnante commentava un video con delle tecniche di cucitura, con un fiume di aggettivi e con le immagini che si alternavano molto velocemente. Non ho potuto far altro che ammirare la preparazione della docente e al tempo stesso iniziare a fare una vera e propria interpretazione simultanea per non rimanere troppo indietro.

Che dire, in sei ore di duro lavoro di traduzione al giorno, i momenti di edificante soddisfazione non sono mancati.

Dal Diario di Bordo di Wang Jing, traduzione dal cinese di Ilaria Tipà
Diario di Bordo ,
Ilaria Tipà
About Ilaria Tipà

Sono un'interprete di conferenza e una traduttrice, ma ancor più sono una persona che vede nel lavoro che svolge la realizzazione di un sogno e che lo svolge con passione e con la volontà di costruire ponti di collegamento tra mondi diversi. Quello per la Cina è stato un amore nato per caso, ma che è diventato protagonista e parte integrante e fondamentale degli ultimi dieci anni della mia vita.

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